I dialoghi del Machiavelli

Dando concreta attuazione al Progetto Biblioteche Innovative, che prevede fra i suoi obiettivi la realizzazione di attività collegate alla Biblioteca e l’apertura al territorio con iniziative di carattere culturale, il Liceo Machiavelli presenta I dialoghi del Machiavelli, un ciclo di conversazioni fra docenti, studiosi e studenti che privilegia la modalità del dialogo per la costruzione del sapere. Anche nell'a.s. 2018-2019 l’iniziativa si svolge sotto il Patrocinio del Comune e della Città Metropolitana di Firenze e prevede la collaborazione delle classi 3L, 3M e 4G Internazionale e 4B Classico, impegnate nell'Alternanza Scuola Lavoro.

Gli studenti del Liceo possono richiedere alla Biblioteca un attestato che documenti la presenza agli incontri. Il Collegio dei docenti riconosce agli studenti che siano presenti agli incontri pomeridiani un credito scolastico, a patto che tale frequenza, documentata, sia pari o superiore a 12 ore (ovvero 6 incontri).

Dato che la scuola è un ente di per sé accreditato a erogare la formazione, il Collegio riconosce la partecipazione agli incontri pomeridiani quali attività valide ai fini della Formazione in servizio, ai sensi della Direttiva n. 170/2016. 


Calendario degli eventi

mercoledì 20 febbraio, ore 14:45 - per il ciclo «Arte e archeologia»

Fabrizio Paolucci, Le scoperte di tracce di colore sulle statue antiche degli Uffizi

Moderatrice: Chiara Pacini

Oh, potessi imbruttire di colpo, come una statua da cui vengano cancellati i colori!”. Queste parole, tratte dall’Elena di Euripide, testimoniano nel modo più evidente quanto siano lontani l’estetica e il gusto di un greco del V secolo a.C. da quelli della nostra epoca. Mentre per noi è quasi istintivo pensare al mondo classico come un universo rigorosamente in bianco e nero, per un uomo di duemilacinquecento anni fa il colore era considerato un presupposto indispensabile di ogni scultura, senza il quale non si poteva neppure parlare di vera bellezza.  Oggi, grazie all’archeometria (cioè all’applicazione degli strumenti analitici delle scienze esatte alla ricerca archeologica) è possibile recuperare anche resti minimali di antiche cromie, tracce spesso microscopiche, ma in grado di restituirci comunque quella veste colorata che Greci e Romani giudicavano così importante per il pieno apprezzamento di un’opera d’arte.

 

mercoledì 27 febbraio, ore 14:45 - per il ciclo «Arte e archeologia»

Chiara Bettini, Non solo tumuli. Artimino e il suo territorio in periodo etrusco

Moderatrice: Francesca Curti

Splendide architetture funerarie identificate dalla metà degli anni Sessanta del secolo scorso hanno rivelato una straordinaria fioritura economica e culturale del centro etrusco di Artimino e del suo territorio a partire dal VII secolo a.C., e il loro inserimento all’interno di un circuito di scambi ad ampissimo raggio. Ne sono testimonianza i reperti esposti nel Museo Archeologico di Artimino provenienti dalle necropoli di Prato Rosello e Comeana, ed  in particolare quelli della tholos del  tumulo di Montefortini. La vitalità del centro etrusco nei secoli successivi è documentata anche dall’insediamento fortificato di Pietramarina, punto strategico posto a controllo di una vasta area.      

 

lunedì 4 marzo, ore 14:45 - per il ciclo «Arte e archeologia»

Tomaso Montanari, Arte: bene comune

Moderatore: Leonardo Bucciardini

Il patrimonio artistico italiano: storia, identità, ricchezza straordinaria e lievito per il futuro. Tanto da essere tutelato, insieme al paesaggio, dall'articolo 9 della Costituzione. Eppure esso rischia il declino, per ragioni paradossalmente fra loro antitetiche. Da un lato la trascuratezza nell'amministrazione, la mancata erogazione di fondi, l'indifferenza delle agenzie educative; dall'altro la mercificazione dell'arte, volta a creare dividendi, o la sua strumentalizzazione, con fini di propaganda. Dunque: in quale modo rendere autenticamente democratica la fruizione del nostro patrimonio artistico? Quali sono i limiti della divulgazione culturale che trova ampio spazio nei mezzi di comunicazione? Domande che, oggi più che mai, agitano le coscienze di quanti credono, con il principe Miškin di Dostoevskij, che "la bellezza salverà il mondo".

 

giovedì 7 marzo, ore 14:30 - in occasione della Festa della donna

Maria Letizia Grossi e Marialuisa Bianchi, Scrittrici/generi: storia e giallo

Moderatrice: Mariabeatrice Di Castri

Maria Letizia Grossi e Maria Luisa Bianchi nei loro due romanzi, pur così diversi per genere – rispettivamente giallo e romanzo storico – e contesto, evocano potenti figure femminili che agiscono e interagiscono nelle dinamiche sociali del loro tempo, ne sfidano le ingiustizie e gli squilibri. Nel noir L'ordine imperfetto l'energica commissaria Valeria Bardi (una Pedra Delicado in versione fiorentina), donna di mezza età, un matrimonio alle spalle e una figlia, è alle prese con un complesso caso di omicidio dove sfila una sfaccettata galleria di donne e uomini, ciascuno con le proprie storie mai banali né stereotipate. Ekaterina è una ragazzina russa venduta dal padre e, condotta nella sfavillante Firenze medicea, per fungere da schiava presso la famiglia Davizzi: creatura socialmente fragilissima, ma in realtà dalla fibra forte, capace di apprendere dal dolore e cercare strategie di fuga. Ekaterina è dunque il romanzo di formazione in cui l'autrice ci porta per mano tra le strade, le istituzioni, la cultura materiale e le mentalità della Firenze quattrocentesca, restituendocene un'immagine a tutto tondo, meno oleografica e più vera, incluso un aspetto rimosso e ben poco nobile della condizione femminile quale la schiavitù domestica. E così la Firenze della commissaria Bardi e del suo simpatico vice e sodale, Manuele Belgrandi, combina paesaggi mozzafiato e aree di degrado, zone d'ombra dove proliferano speculazioni e malaffare: una Firenze dove nobiltà d'animo e meschinità convivono in modo promiscuo e inestricabile; il tutto esplorato dall'autrice attraverso un congegno narrativo avvincente.

 

venerdì 15 marzo, ore 14:30 - per il ciclo «Scienze»

Emanuele Pace, Pianeti extrasolari, altri mondi e speranza di altra vita nell’universo

Moderatrice: Stefania Miglio

La missione spaziale ARIEL è stata selezionata dall’ESA con lo scopo di studiare per la prima volta le atmosfere di mondi lontani, di pianeti che orbitano intorno ad altre stelle. Grazie alla sua grandissima sensibilità saremo in grado di definire la composizione chimica delle atmosfere per capire come è fatto il pianeta e quali elementi importanti lo compongono. Facile immaginare che queste informazioni potranno indicare attività geologiche, condizioni climatiche particolari e magari anche assenti nel Sistema Solare. La sfida più grande naturalmente sarà identificare gas in traccia riconducibili ad attività biologica, ad eventuale presenza di forme di vita, almeno per come la conosciamo. Una grande sfida quindi che tenterà di dare una risposta ad alcuni dei grandi quesiti che l’umanità si pone guardando il cosmo.

 

mercoledì 20 marzo, ore 14:30 - per il ciclo «Letteratura e Storia»

Arnaldo Bruni, Dal Risorgimento al Boom: Bianciardi

Moderatrice: Elena Parrini

Di Luciano Bianciardi si parla sempre più spesso negli ultimi anni, anche se le sue opere appartengono alla seconda metà del Novecento. Il suo estroso scavo entro le pieghe della società ha consentito di accostarne la lungimiranza alla capacità profetica di Pasolini. Certo è che la sua ricerca votata alla decostruzione ironica dell'ideologia comunista si accompagna alla rivisitazione del Risorgimento come premessa della modernità, e nella Vita agra l'avventura del protagonista nella Milano del boom economico non può disgiungersi dalle esigenze libertarie tipiche del Sessantotto.

 

venerdì 29 marzo, ore 17:00 - Festa della Matematica

Vincenzo Vespri, Il Dilemma del Prigioniero e la Teoria dei Giochi

Il Gioco del Dilemma del Prigioniero ripetuto all'infinito ha importanti implicazioni nella Reputational Economy e nel Social Credit. Il Dilemma del Prigioniero è un classico esempio della Teoria dei Giochi, situazione in cui i giocatori prendono decisioni strategiche, tenendo conto delle azioni e delle reazioni di ognuno degli altri. Ma nel Dilemma del Prigioniero i due protagonisti sono interrogati separatamente, non avendo potuto accordarsi preventivamente né potendo mai venire a conoscenza della strategia adottata dall’altro giocatore/prigioniero. Un gioco, dunque, non collaborativo, con importanti implicazioni. Dallo studio di questa dinamica deriva, infatti, la teoria dell'Equilibio di John Nash, formulata, per la prima volta nel 1950: un insieme di strategie (una per ogni giocatore) in base al quale nessun giocatore ha interesse ad essere l'unico a cambiare: «sia che analizziamo le strategie di elezione dei candidati, le cause della guerra, la manipolazione degli ordini del giorno nelle legislature, o le azioni delle lobby, le previsioni circa gli eventi si riducono ad una ricerca o ad una descrizione degli equilibri. In termini più semplici, le strategie di equilibrio sono ciò che prevediamo delle persone» (Peter Ordeshook).

 

venerdì 5 aprile, ore 14:30 - per il ciclo «Scienze»

Piero Poccianti, Intelligenza artificiale

Moderatrice: Stefania Miglio

«Due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, ma riguardo l’universo ho ancora dei dubbi» (A. Einstein). Ma cos'è allora l’Intelligenza Artificiale? In modo semplicistico potremmo definirla come l’abilità di un sistema tecnologico di risolvere problemi o svolgere compiti e attività tipici della mente e dell’abilità umane. Il fermento attuale attorno a questa disciplina si spiega con la maturità tecnologica raggiunta sia nel calcolo computazionale, sia nella capacità di analisi di enormi quantità di dati. Quale sarà, allora, il suo impatto sul lavoro, sulle disuguaglianze, sull’economia, sulla democrazia? Quali sfide pone lo sviluppo di tecnologie derivanti da essa? Come si produrrà valore e ricchezza nella società del futuro?

 

lunedì 6 maggio, ore 16:00 - per il ciclo «Letteratura e Storia»

Federico Condello, Una scuola giusta in una società (davvero) democratica

Moderatori: Mariabeatrice Di Castri e Francesco Stella

La scuola giusta di Federico Condello, docente di Filologia greco-latina e Letteratura e tradizione classica presso l'Università di Bologna, non è solo un'argomentata difesa della formazione offerta dal Liceo classico, contro i suoi miopi detrattori di ieri e di oggi – liceo che non è riducibile alle sole materie di indirizzo ma offre un'apertura globale sulle discipline e sulle loro connessioni –; è una riflessione lucida e appassionata sul rapporto tra istruzione e democrazia, tra formazione della persona e costruzione di una cittadinanza consapevole e critica, un appello per la difesa di una scuola pubblica di qualità, che non fa sconti anche ad certa retorica apologetica delle “belle lettere” talvolta mistificante. Il libro coniuga dunque il rigore e l'acume ermeneutico del filologo classico, che ricerca, esamina e incrocia dati reali e li interpreta, con una passione civile e una lucidità non frequente di questi tempi; per dire che anche nel mondo contemporaneo, se davvero, come recita l'articolo 3 della Costituzione “è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana”, il liceo classico può essere “la scuola giusta” se non per tutti, almeno per tanti.

 

giovedì 16 maggio, ore 14:30 - per il ciclo «Letteratura e Storia»

Riccardo Bruscagli, Amici diversi: Guicciardini vs Machiavelli

Moderatrice: Chiara Egidi

 

martedì 21 maggio, ore 14:30 - per il ciclo «Letteratura e Storia»

Alessandro Sardelli, La Biblioteca Rinucciniana. Storia di un luogo d'incontri e attualità

Dove si racconta di fatti e personaggi che, nei secoli XVIII e XIX, procurarono la nascita, fortuna e morte della biblioteca appartenuta alla nobil famiglia fiorentina de' Rinuccini, quando abitava nel palazzo in via Santo Spirito ov'è oggi la sede del Liceo Statale Machiavelli.

 

maggio - da definire - per il ciclo «Letteratura e Storia»

Maddalena Bonechi, «Gioite al canto mio, selve frondose»: Ottavio Rinuccini e la nascita dell'opera in musica

Moderatore: Federico Lavoratti

 

Eventi passati

venerdì 19 ottobre, ore 14:30 - per il ciclo «Letteratura e Storia»

Gino Tellini, Risorgimento senza eroi

Moderatrice: Francesca Mecatti

Un incontro dedicato al racconto dell’unità d’Italia e alla presa di coscienza, da parte degli scrittori, dei problemi ad essa collegati prendendo spunto dalla celebre definizione di Piero Gobetti, per concentrarsi sulle pagine di Giovanni Verga, che in Libertà narra i drammatici fatti di Bronte con lucidità disarmante. Dalla precoce delusione delle speranze di giustizia sociale si giunge, per questa via, all’amara parodia del pathos risorgimentale.

http://www.liceomachiavelli-firenze.edu.it/com/file/SCUOLA/biblioteca/Risorgimento senza eroi, classe 3L.pdf

 

sabato 1° dicembre, ore 16.00 - in occasione dell’Open day - per il ciclo «Letteratura e Storia»

Leonardo Bucciardini, Cosa è stato il ’68

È quasi impossibile distinguere il Sessantotto dal 1968, perché una strana alchimia collega fatti di quell’anno che a prima vista sembrano lontani. Dunque: il Maggio francese e la contestazione giovanile, la protesta contro la guerra in Vietnam e la Primavera di Praga, la nascita del dissenso in Urss e gli assassini di Martin Luther King e di Robert Kennedy. E ancora: gli esordi della teologia della liberazione, il movimento indipendentista basco, il primo delitto del mostro di Firenze… A cinquant’anni da un periodo che ha segnato comunque una cesura storica: cosa è stato il ’68?

http://www.liceomachiavelli-firenze.edu.it/com/file/SCUOLA/biblioteca/Cosa è stato il '68.pdf

 

giovedì 6 dicembre, ore 14:30 - inaugurazione del ciclo «Scienze»

Nicola Messina, L’arte della comunicazione nelle piante

Moderatrice: Nadia Gloria Lacerenza

Dalle Americhe all’Africa, dalla regione Indo-malese all’Australia, l’autore ci accompagna in un viaggio alla “riscoperta” del Regno vegetale, dove l’apparente immobilità delle piante cela un complesso insieme di stratagemmi, astuzie e adattamenti necessari a far fronte alle necessità della sopravvivenza. Uno sguardo su un mondo da reinterpretare e leggere in chiave diversa, alla luce di antiche e nuove scoperte.

 

giovedì 20 dicembre - in occasione dell’Open day - per il ciclo «Letteratura e Storia»

Vittorio Biagini, Dal Romanticismo a Leopardi, ore 15:00

Quali relazioni vi sono fra il Romanticismo europeo e quello italiano? In che modo la corrente letteraria che segna l'ingresso nella modernità influenza i maggiori poeti dell'Ottocento? Leopardi è un romantico? E lo è davvero Manzoni? Una lezione che mostra la complessità della Storia letteraria al di là delle definizioni che spesso si trovano sui manuali. Tanto che leggere i testi e analizzarli per cogliere queste dinamiche è divenuto per alcuni studenti del Liceo un'esperienza consolidata di Alternanza Scuola Lavoro.

 

Leonardo Bucciardini, Parigi capitale del XIX secolo, ore 18:00

È così che Walter Benjamin definisce la «ville lumière». La città delle gallerie e dei passages, delle barricate e delle Esposizioni Universali è il perfetto paradigma dell’ascesa della borghesia ottocentesca. Donne elegantemente vestite e uomini con la tuba percorrono le interminabili prospettive volute da Haussmann, instancabili flâneurs. Un universo illusorio e scintillante, alla cui decifrazione contribuiscono filosofi e letterati e in special modo Baudelaire.

 

Laboratorio a cura della 5A SU, Metamorfosi urbane: Roma e Firenze, ore 19:00

Da D'Annunzio a Pirandello, da Gadda a Montale, da Palazzeschi a Pasolini, un itinerario fra immagini e parole che illustra la trasformazione della città fra Belle époque e secondo dopoguerra. Roma e Firenze sono due esempi significativi di questa metamorfosi che piega la storia millenaria dei centri urbani alle esigenze della modernità, con il rischio di metterne in crisi l'identità e di creare dei veri e propri nonluoghi.

http://www.liceomachiavelli-firenze.edu.it/com/file/SCUOLA/biblioteca/Metamorfosi urbane.pdf

 

venerdì 11 gennaio, ore 18:00 - Notte nazionale del Liceo classico

Enrico Magnelli e Maurizio Ciappi, Le «Troiane» da Euripide a Seneca

Quando la guerra è finita, nel momento in cui gli uomini e le donne superstiti si guardano intorno e scorgono inorriditi le macerie che hanno soppiantato le loro case, si apre la tragedia Troiane di Euripide, che alza il sipario là dove l'Iliade lo aveva fatto calare, per mostrarci l’insensatezza di ogni conflitto. Sul palco Ecuba, Andromaca e Cassandra aspettano di conoscere il loro destino, ora che i loro mariti, figli e fratelli sono stati uccisi dai greci. In questa attesa carica di dolore, le donne ripercorrono le tragiche vicende appena concluse, per cercare una spiegazione che né loro, né noi che le ascoltiamo, riusciamo a trovare. Nella versione di Seneca, mentre fa da controcanto la mancanza di pietà dei Greci, emerge la dignità con cui i vinti affrontano la sconfitta e la schiavitù, lasciando spazio a considerazioni sulla mortalità dell’anima e sulla relatività della sofferenza. Un appuntamento che ci aiuta a comprendere l’attualità dei miti antichi nella giusta prospettiva storico-letteraria. 

http://www.liceomachiavelli-firenze.edu.it/com/file/SCUOLA/biblioteca/SenecaTroades.pdf

 

venerdì 18 gennaio, ore 14:30 - per il ciclo «Scienze»

Fulvio Ratto, Nanotecnologie per il cancro

Moderatrice: Stefania Miglio

L’avvento delle nanotecnologie presenta un potenziale enorme in diversi ambiti medici e chirurgici. Ad esempio, la possibilità di integrare nella stessa nanoparticella più unità funzionali complementari per trattamenti terapeutici, imaging diagnostico, riconoscimento attivo del bersaglio biologico, ecc. consente l’esplorazione di frontiere nuove al crocevia dell’oncologia e della medicina personalizzata. Ma a che punto siamo? Fulvio Ratto discuterà opportunità e criticità legate all’utilizzo delle nanotecnologie nella lotta contro il cancro, attraverso una serie di esempi che, senza nessuna pretesa di esaustività, forniscono un quadro rappresentativo delle questioni al vaglio della comunità scientifica.

 

venerdì 25 gennaio, ore 14:30 - per il ciclo «Scienze»

Riccardo Ruffoli, Il nostro cervello e la percezione del mondo che ci circonda

Moderatrice: Nadia Gloria Lacerenza 

Nella nostra vita quotidiana il sistema nervoso riceve ed elabora una quantità enorme di stimoli di natura sensitiva. Molti di questi originano dall'apparato locomotore (ad esempio da muscoli e articolazioni) e sono fondamentali per conoscere la posizione e i movimenti cui ogni parte del corpo è sottoposta. Ma il sistema nervoso è esso stesso un elemento dinamico che si modella sulla realtà che ci circonda. Un affascinante viaggio nella neurobiologia per una visione del sistema nervoso dell’uomo realizzata in maniera concettuale con frequenti cenni funzionali e costanti riferimenti clinici allo scopo di fornire nozioni che, sebbene siano affrontate in maniera specialistica in un corso di Laurea in Medicina, valgono come elemento culturale fondamentale.

 

mercoledì 6 febbraio, ore 14:45 - per il ciclo «Arte e archeologia»

Jacopo Moggi, Evoluzione umana: ultime novità

Moderatrice: Francesca Curti

Le scoperte di resti fossili avvenute in anni recenti in Africa, Asia ed Europa hanno permesso di proporre nuovi modelli di evoluzione umana. Per descrivere la diversità di specie di Ominidi ad oggi documentabili viene spesso impiegata la metafora del “cespuglio evolutivo”, che esprime in maniera più accurata rispetto alla vecchia idea di un modello unilineare la complessità di specie osservabili prima della comparsa di Homo sapiens. In questa conferenza vengono presentate le attuali conoscenze sulle varie fasi dell’evoluzione umana, in un quadro in continuo mutamento.

 

venerdì 8 febbraio, ore 14:45 - Giorno della memoria

Ugo Caffaz, Memoria e fanatismo

Moderatore: Leonardo Bucciardini

“Nel mio mondo, la parola compromesso è sinonimo di vita. E dove c'è vita ci sono i compromessi. Il contrario di compromesso non è integrità e nemmeno idealismo e nemmeno determinazione o devozione. Il contrario di compromesso è fanatismo, morte”. Con queste parole Amos Oz, lo scrittore israeliano recentemente scomparso, stigmatizzava in Contro il fanatismo le sempre nuove forme di violenza, sfruttamento, genocidio culturale a cui assistiamo. Cosa può insegnarci, allora, la vicenda più atroce del cruento "secolo breve"? Qual è oggi il significato del Giorno dedicato alla Shoah? Come interpretare il negazionismo e il riduzionismo? Come educare le nuove generazioni al rispetto anziché all’odio? La riflessione di Ugo Caffaz, ideatore del Treno della Memoria e consigliere per le politiche della Memoria della Regione Toscana su un argomento che continua a interrogarci.  

 

mercoledì 13 febbraio, ore 14:45  - per il ciclo «Arte e archeologia»

Luca Bachechi, Preistoria a fumetti e fumetti preistorici

Moderatrice: Francesca Curti

Conversazione e postille sulle narrazioni per immagini, contemporanee e primitive, a soggetto preistorico. Evasione e/o divulgazione? Non solo intrattenimento, spesso il fumetto contribuisce a formare nell’immaginario collettivo, mediante un complesso di informazioni realistiche o fantastiche, la percezione di una società. Il racconto disegnato riesce a trasformare il lettore moderno in un protagonista virtuale di avventure che si svolgono in mondi lontani nel tempo e nello spazio. Ma simili tecniche di narrazione facevano parte anche del patrimonio culturale dell’uomo preistorico?

 

Torna su